Intervista Nino Inzerillo


Buonasera lettori,
Stasera ho voluto pubblicare questa interessante intervista, che non
vedevo l'ora di scrivere.
Sto parlando dell'autore Nino Inzerillo,che trovo davvero molto talentuoso.
Come potete vedere dalla foto qua sopra è l'autore di questi meravigliosi libri, dei quali potete trovare sul mio blog delle piccole recensioni, che ho scritto a riguardo.
Vi lascio qua sotto l'intervista.
Non perdetevi questi splendidi romanzi.

INTERVISTA:
1- Ciao Nino, ti va di raccontarci qualcosa di te, cosa ami fare, e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita.
R- Ciao Erika, sono palermitano e compirò sessantadue anni ad ottobre, ho una formazione di natura prettamente sociologica. Nonno di tre splendidi nipotini, anche se vivono lontano da me. Mi appassionano gli orologi, gli smartphone, i profumi di nicchia ed il trotto internazionale. Da tre anni a questa parte io e un gruppo di intellettuali siamo stati espulsi dal mercato del lavoro, ed alla nostra età è complesso rientrare, soprattutto per il fallimento delle politiche attive del lavoro in Sicilia. La scrittura è stato ed è il mio naturale rifugio, un’attività che mi tiene attaccato alla realtà, ma che, in atto, è ben poco remunerativa, anzi!
2- Hai scritto la saga " Il terremoto inventato" che comprende più libri, ce n'è uno a cui ti senti legato in modo particolare?
R- Si ha un bel dire che “i figli siano tutti eguali”, ma per via della lunga gestazione, della lunga campagna di crowdfunding e per via del brindisi coi sostenitori, un processo che è culminato nel Premio Twitter Letterario 2017, ideato da #PuntoLettura, è facile dirti Il Terremoto Inventato.
3- Qual è stato il percorso che ti ha portato a pubblicare il tuo libro?
R- Il Terremoto Inventato lo scrissi con la mia stilografica migliore, usando grandi fogli di carta, poco meno di sedici anni fa. Nel tempo libero ne feci un file, e distrattamente lo inviai ad un paio di editori, uno dei quali mi contattò telefonicamente. Non avanzò una proposta accettabile e, rimase per anni nella mie memorie digitali. Ad agosto 2016, quasi per caso, lessi di una casa editrice che lanciava scrittori emergenti, servendosi del crowdfunding per pubblicarne gli scritti e lo inviai. Superati due step di natura qualitativa, fu avviata la campagna vera e propria. Il romanzo è riuscito ad assurgere al ruolo di top seller- rango interno alla casa editrice. Da lì il percorso di editing, di impaginazione, creazione della copertina e lancio che avvenne a fine giugno del 2017.
4- Quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato (e che stai incontrando) nella promozione del tuo libro.
R-Tocchiamo un tasto assai dolente, mi riesce talmente semplice mettere insieme i miei pensieri e trasformarli in scritti, quanto complesso è promuoverli. Il nostro è un paese dove si legge poco, dove conta il nome e la casa editrice, dove il passaggio televisivo o sulla stampa conta ben di più dei contenuti. Direi che è la forma a trionfare sui contenuti. In estrema sintesi la promozione ha costi assai elevati, non disponendo di alcuna forma di reddito, debbo industriarmi a creare un pubblico contando solo sulle mie forze e su chi, come te, mi dà una mano. Mi aspettavo che i lettori del capostipite intendessero proseguire nella lettura, evidentemente mi sono sbagliato e questa credo sia stata la delusione più grande. La difficoltà più grande? Fare tutto da solo, scrivere e promuovere me stesso.
5- Qual è il tuo pubblico ideale? A che lettore pensi quando scrivi?
R-Sono un grande appassionato della letteratura russa e francese, penso ad un lettore che ami confrontarsi con romanzi che abbiano uno spessore culturale elevato, che non si accontenti delle banalità che spopolano, che intenda leggere davvero e non “passare del tempo” e pretenda un prodotto intellettualmente valido. Per intenderci: un lettore che ama scrittori come Bulgakov, Dostoevskij, Flaubert, Čechov, Nabokov.
6- In questi libri c'è qualcosa di te? oppure è semplicemente immaginazione?
R- C’è tanto, più di quanto si possa immaginare, come se fosse un flusso di coscienza che sgorga liberamente. Da buon costruttivista posso dirti che, comunque, ognuno inventa la propria realtà di secondo ordine, ergo è quella che rappresento, ossia la mia percezione della realtà e le modalità con cui reagisco a detta percezione.
7- Da dove nasce " Il terremoto inventato" ed i suoi seguiti?
R-Da lontano, dal mio primo viaggio in Finlandia nel maggio del 1978, scrissi un romanzo allora, che è maturato nel corso degli anni. Dalla voglia di realizzare un sogno: quello di essere un romanziere, uno dei miei sogni più grandi, direi il secondo in ordine di grandezza.
8- Il sigaro è una figura che appare sia nei romanzi che nelle foto social, spiegaci qual è il nesso.
R- Fumo sigari da oltre quarant’anni, sono passato totalmente immune dal vizio delle sigarette, concentrandomi sulla passione. Ho scritto per anni su di una rivista del settore, ho conseguito diversi premi, pubblicato saggi sul fumo lento, cercando di applicare la metodologia che è propria delle scienze sociali. Il nesso? Per me il sigaro è una sorta di cappello pensatore, una “protesi” che espande la mente. Però è un attante, non assurge al ruolo di attore. Sono le figure femminili ad ispirarmi, non certo gli oggetti ed il sigaro è un oggetto
9- Hai in progetto una nuova serie?
R- Debbo chiudere una gestalt prima, una forma che è ancora aperta e che deve essere chiusa, debbo ideare il capitolo finale della saga iniziata con Il Terremoto Inventato. Quando lo avrò fatto potrò pensare ad altro, non adesso, comunque.
10- Promuovendo tu stesso i tuoi libri dove possiamo trovarli? e che social utilizzi per informare i tuoi lettori?

R: Il Terremoto Inventato è stato pubblicato con Bookabook, una casa editrice milanese, ergo è distribuito sia online sia in ogni libreria, diverse copie sono state vendute all’estero. Per quel che afferisce gli altri lavori, ho pubblicato da indipendente, con Amazon.
Sono presente su Twitter, Instagram, Facebook ed ho un blog, che curo poco a dire il vero.

LaLibreriaDiMommy

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